I problemi di fascite plantare che mi hanno afflitto per qualche mese hanno trovato una soluzione rapida ed efficace grazie all’utilizzo delle onde d’urto in associazione con la Magnetotrasduzione Extracorporea (Extracorporeal Magnetotransduction Therapy, EMTT), una metodica purtroppo poco conosciuta, quanto spesso assolutamente risolutiva.
Ho avuto la fortuna di testare l’efficacia di questa terapia, dopo mesi di altri inutili tentativi terapeutici, presso WORKS Medical Sport Center, dove viene utilizzata da sola o più spesso in associazione con onde d’urto e altri trattamenti fisioterapici specifici.
Ma andiamo con ordine…

EMTT, una nuova dimensione terapeutica rigenerativa
La Magnetotrasduzione Extracorporea (EMTT) è una recente modalità terapeutica non invasiva, sviluppata da Storz Medical (con il marchio MAGNETOLITH), capace di diffondere campi elettromagnetici pulsati ad alta energia ai tessuti da trattare.
A differenza della tradizionale terapia con campi elettromagnetici pulsati (PEMF), l’EMTT opera a una frequenza di oscillazione estremamente elevata (100-300 kHz), che la distingue da qualunque altra terapia magnetica.
Il trattamento prevede il posizionamento di un applicatore ad anello vicino all’area interessata capace di indurre impulsi elettromagnetici che penetrano in profondità nei tessuti.
Ogni sessione di EMTT dura pochi minuti, è totalmente indolore, poiché i pazienti avvertono solo una leggera stimolazione o calore mentre il campo magnetico stimola il tessuto.
Oltre ad essere una pratica basata su precise evidenze scientifiche, si tratta di un trattamento che si è dimostrato utile come terapia a sé stante e un complemento eccezionale alle onde d’urto, radiali o focali. La gamma di indicazioni per l’EMTT si sovrappone infatti significativamente a quelle più comuni delle onde d’urto, motivo per cui è spesso sensato combinarle per ottenere una migliore efficacia terapeutica.
L’EMTT viene utilizzata per lesioni da “usura” e condizioni croniche, tra cui osteoartrite di ginocchio, anca, mano, spalla e gomito, artrite degenerativa, infiammazione tendine, fascite plantare e dolore articolare in generale.
L’energia magnetica pulsata dell’EMTT innesca effetti biologici a livello cellulare, inducendo forze elettromotrici in grado di modulare i potenziali di membrana cellulare, migliorare la microcircolazione e sovraregolare i naturali processi di riparazione dell’organismo.
In particolare, la ricerca di laboratorio indica che gli impulsi ad alta frequenza dell’EMTT possono stimolare la guarigione nei tessuti muscoloscheletrici senza danneggiare cellule sensibili come le cellule staminali mesenchimali, vitali per la riparazione dei tessuti.
Questo rende l’EMTT particolarmente interessante per l’uso ortopedico, potenzialmente favorendo la guarigione di cartilagine, ossa e tessuti molli, integrando al meglio la stimolazione meccanica delle onde d’urto.
La combinazione di onde d’urto radiali e/o focali con l’EMTT offre infatti un potente approccio multimodale per un’ampia gamma di patologie muscoloscheletriche. Affrontando il problema da più angolazioni, con impulsi acustici meccanici e impulsi elettromagnetici, è infatti possibile ottenere sollievo dal dolore e miglioramenti funzionali spesso più rapidi e significativi rispetto a una delle due modalità usate singolarmente.

Ma cosa sono le onde d’urto? E che differenza c’è tra onde radiali e focali?
La terapia ad onde d’urto (Extracorporeal Shockwave Therapy, ESWT) si presenta in due forme principali: onde d’urto radiali (talvolta chiamate onde di pressione radiali) e onde d’urto focali. Ognuna di esse presenta caratteristiche e obiettivi terapeutici distinti e il loro utilizzo combinato può coprire una gamma più ampia di patologie.
In estrema sintesi, l’ESWT focalizzata ha un impatto rigenerativo sostanziale e profondo, mentre l’ESWT radiale induce effetti proinfiammatori e circolatori su un’area più ampia.
Nella Tabella sottostante sono sintetizzate alcune differenze chiave tra i due tipi di onde d’urto.
Ciascuna modalità copre diverse profondità e target tissutali, rendendole complementari anziché ridondanti nel trattamento muscoloscheletrico. Nella pratica, molti clinici applicano prima le onde d’urto radiali per stimolare il flusso sanguigno e alleviare la tensione muscolare in un’area generale, quindi utilizzano le onde d’urto focali, qualora sia necessario raggiungere patologie più profonde nella stessa sessione. Questo doppio intervento può accelerare il sollievo dal dolore e la guarigione. Infatti, evidenze emergenti suggeriscono che l’utilizzo combinato di onde d’urto radiali e focali produce migliori guadagni funzionali in alcuni casi rispetto alle sole onde d’urto radiali.

EMTT: una nuova frontiera nella medicina sportiva (e non solo…)
Spesso utilizzata in combinazione con le onde d’urto, la Magnetotrasduzione Extracorporea (EMTT) è un presidio rivoluzionario in medicina sportiva. È infatti efficace e sinergica anche con altri trattamenti fisioterapici e, come si è detto, elettivamente con le onde d’urto, completando sinergicamente il trattamento di patologie traumatiche e degenerative, sia in medicina dello sport che in altri ambiti clinici, con risultati ottimali e rapidi per i pazienti.
Contributo dell’EMTT in medicina dello sport
Man mano che sempre più atleti e medici ne esplorano i vantaggi, l’EMTT è riconosciuta come una modalità di guarigione fondamentale in medicina sportiva.
Alcuni esempi di condizioni in cui l’EMTT si dimostra particolarmente promettente:
Tendinopatie: l’EMTT promuove la rigenerazione tissutale, riduce l’infiammazione e allevia tendinopatia e dolore, aiutando gli atleti a recuperare più velocemente. Le seguenti condizioni rispondono bene al trattamento: tendinopatia achillea, tendinopatia rotulea e tendinopatia della cuffia dei rotatori.
Fascite plantare: l’EMTT, più spesso associata alle onde d’urto, è elettiva per contribuire a risolvere l’infiammazione dolorosa della fascia plantare, contribuendo a ridurre rapidamente il dolore e a stimolare la vascolarizzazione e la rigenerazione tissutale.
Lesioni muscolari: l’EMTT promuove la riparazione e la rigenerazione muscolare, accelerando il recupero da stiramenti e lesioni, inclusi stiramenti e lesioni muscolari ai muscoli posteriori della coscia, ai quadricipiti e al polpaccio.
Fratture da stress e guarigione ossea: l’EMTT facilita la guarigione ossea e migliora la densità ossea, accelerando efficacemente il recupero da fratture da stress e promuovendo la riparazione ossea.
Osteoartrite e dolori articolari: il dolore al ginocchio, all’anca, alla spalla e alle articolazioni soprattutto in “aging athletes” può essere alleviato dall’EMTT, che riduce il dolore e ripristina la funzionalità articolare.
Lesioni dei tessuti molli: gli atleti con distorsioni legamentose, contusioni muscolari e varie lesioni dei tessuti molli possono trovare sollievo con l’EMTT.
Sindromi dolorose acute e croniche: quando il dolore lombare o il dolore cervicale cronico mettono fuori gioco gli atleti, l’EMTT offre un gradito sollievo dal dolore persistente e favorisce il recupero a lungo termine.
La capacità dell’EMTT di stimolare la risposta cellulare e ridurre l’infiammazione la rende uno strumento estremamente prezioso nei protocolli di ritorno efficace all’attività sportiva praticata.
Può trattare diverse patologie muscoloscheletriche, aiutando gli atleti a tornare più rapidamente al massimo delle prestazioni.
EMTT e onde d’urto dovrebbero perciò essere considerati elementi fondamentali in qualsiasi protocollo di medicina sportiva moderna per garantire un efficace e più rapido ritorno all’attività.
Come trattamenti di prima linea, migliorano infatti notevolmente la risoluzione di molti problemi traumatici o cronici, accelerando la guarigione ed eliminando spesso la necessità di altri interventi più invasivi, garantendo risultati ottimali in medicina sportiva.
