Sai cos’è il MIPS? Una sicurezza in più per il tuo nuovo casco

La tecnologia Multi-Directional Impact Protection System, o MIPS, che riduce l’accelerazione rotazionale della testa durante l’impatto, rappresenta un plus offerto da diverse aziende produttrici di caschi che sarebbe il caso di considerare quando si acquista un nuovo prodotto. 

Com’è tristemente noto, il ciclismo è la principale causa di lesioni craniche legate allo sport in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, ad esempio, è stato stimato che le lesioni alla testa dovuti a incidenti in bicicletta hanno causato circa 80.000 visite al pronto soccorso nel 2015. Tra queste, 13.000 includevano una diagnosi di commozione cerebrale e trauma cranico.

Purtroppo sono ancora molti, forse troppi, i ciclisti che non usano il casco nell’attività quotidiana. Durante le mie uscite in allenamento, infatti, mi capita ancora troppo spesso di vedere atleti che vanno in giro sprovvisti di casco, nonostante sia ormai chiaro che in bici la strategia principale e più efficace per prevenire lesioni cerebrali traumatiche in caso di incidente è quella di indossare in modo corretto un casco di buona qualità. 

In considerazione purtroppo della notevole frequenza con la quale si assiste quotidianamente a incidenti in bici, la necessità di indossare dispositivi di protezione efficaci non può essere sottovalutata. Così come è fondamentale indossare il casco nel modo corretto, cosa che invece spesso non accade.

Di tutta l’attrezzatura usata in bici, diciamo perciò che il casco è forse l’elemento che va scelto con maggiore cura e attenzione, ben oltre quella che molti atleti investono per scegliere il mezzo sul quale dovranno pedalare e i relativi accessori.

IL CASCO TRADIZIONALE E LE PROVE DI EFFICACIA

I caschi tradizionali sono progettati per smorzare l’impatto e ridurre la forza d’urto della testa in caso di caduta. Un tipico casco da bicicletta è costituito dalla calotta, dalla fodera e dalle cinghie. 

Abitualmente viene utilizzato un guscio rigido di EPS (schiuma di polistirene espanso), che diminuisce la forza d’impatto riducendone gli effetti sulla calotta cranica, mentre il rivestimento viene utilizzato per assorbire la maggior parte dell’energia dell’impatto e ridurre i rischi di chi lo indossa di subire lesioni gravi alla testa.

Negli Stati Uniti, lo standard della Consumer Product Safety Commission (CPSC), obbligatorio per i caschi da bicicletta, impone che i caschi limitino l’accelerazione lineare di picco (PLA) a meno di 300 g, un livello associato a un rischio superiore al 50% di frattura del cranio o grave danno cerebrale.

Nel recente passato, però, gli studi di efficacia dei caschi erano basati essenzialmente sul test di caduta verticale contro una superficie rigida, non del tutto coerenti con la realtà. 

Recentemente, invece, nuovi test stanno prendendo in considerazione la cinematica rotazionale della testa, perché gli incidenti e gli impatti in bicicletta raramente si verificano in modo completamente verticale ed è stato invece dimostrato che gli impatti nella vita reale si verificano principalmente ad angoli obliqui di circa 30-60 gradi. Gli impatti obliqui inducono la rotazione della testa, meccanismo che è noto per essere un elemento chiave di diversi tipi di trauma cranico, come la lesione assonale diffusa o la lacerazione delle fibre nervose di collegamento nel cervello.

Gli studi che utilizzano questa nuova e migliorata strategia di test multidirezionale hanno dimostrato che le nuove tecnologie dei caschi, come appunto il MIPS, possono fornire una migliore protezione in caso di impatti obliqui rispetto ai caschi convenzionali. Queste nuove tecnologie mirano dunque a mitigare la cinematica della testa attraverso sistemi di smorzamento della rotazione.

COS’È IL MIPS?

Come si è detto, le forze rotazionali sono un fattore dominante nel causare lesioni cerebrali negli incidenti in bicicletta. Per questo motivo, le più moderne strutture di diversi caschi da ciclismo ora includono “tecnologie anti-rotazione“.

Il Multi-Directional Impact Protection System, o MIPS, è costituito ad esempio da una sottile fodera antiscivolo che copre l’interno del casco. Questa tecnologia cerca di ridurre l’accelerazione rotazionale della testa consentendo lo scivolamento tra il casco e la testa durante l’impatto obliquo.

A partire dal 2019, i caschi con tecnologia MIPS sono stati utilizzati da oltre 100 brand nel mondo, anche se esistono anche altre tecnologie per migliorare la protezione rotazionale nei caschi da bicicletta, come WaveCel e Koroyd, che utilizzano una struttura cellulare pieghevole che assorbe la forza dell’impatto e riduce al minimo l’energia trasferita alla testa del ciclista. 

Sull’efficacia della tecnologia MIPS sono stati prodotti e pubblicati diversi lavori da parte di esperti nel campo dell’ingegneria biomedica. Significativo, ad esempio, uno studio del 2022 che ha valutato gli effetti del MIPS sulla cinematica della testa negli impatti obliqui.

Nella sperimentazione sono state valutate tre diverse condizioni di forma della testa (con e senza capelli e con sottocasco), utilizzando tre orientamenti in diverse velocità di impatto. MIPS ha ridotto la cinematica angolare di picco in 3 condizioni di forma della testa, 3 orientamenti di impatto e 4 velocità di impatto. 

Anche altri autori hanno cercato di approfondire le differenze di efficacia che potrebbero insorgere laddove vi sia o meno la presenza di un folto cuoio capelluto o nel caso si utilizzino sottocaschi o i demenziali cappellini sotto il casco che vanno recentemente di moda. 

In un recente studio emerge, ad esempio, che qualunque elemento si frapponga tra casco e cuoio capelluto potrebbe in parte inficiare l’effetto di protezione del MIPS.

Ovvio, comunque, che il laboratorio talora non correla con la realtà, ed è importante rapportare questi e analoghi risultati nel contesto degli impatti reali della testa negli incidenti che avvengono nella realtà quotidiana.

ULTERIORI CONFERME DI EFFICACIA DEL MIPS

Pur non potendo, per ovvie ragioni, misurare l’effetto “in vivo”, i sistemi di smorzamento della rotazione MIPS e SPIN hanno comunque dimostrato, anche mediante una migliore qualità degli studi di efficacia, un miglioramento significativo nella mitigazione della cinematica della testa in senso rotazionale e di conseguenza del rischio di lesioni cerebrali. 

Ad esempio, nel Regno Unito e in Svezia è stato condotto uno studio per valutare gli effetti di prevenzione delle lesioni cerebrali di 27 caschi da bicicletta in impatti obliqui, inclusi caschi dotati di MIPS, SPIN, WaveCel (un rivestimento cellulare ondulato), Hövding (un casco airbag) e una serie di altri caschi convenzionali.

Per ogni tecnologia di casco è stato utilizzato un modello computazionale dettagliato di trauma cranico per determinare la distribuzione della tensione nel cervello e nelle regioni anatomiche chiave, vale a dire il corpo calloso e i solchi. Il corpo calloso è il più grande tratto di sostanza bianca nel cervello umano e una frequente area di lesioni assonali dopo gravi lesioni cerebrali traumatiche.

La valutazione di 27 caschi disponibili in commercio ha mostrato che la stragrande maggioranza dei caschi con nuove tecnologie come MIPS o SPIN ha un forte potenziale nel ridurre l’accelerazione e la velocità di rotazione di picco e la massima tensione nel corpo calloso negli impatti obliqui.

Ciò è ulteriormente confermato da un altro studio del 2022 condotto da ricercatori canadesi, nel quale sono state valutate due tecnologie di casco per determinare la capacità di diminuire l’accelerazione rotazionale di picco nei caschi da ciclismo.

I risultati di questo studio hanno dimostrato che con la tecnologia MIPS è possibile una riduzione significativa, rispetto a un casco tradizionale, dell’accelerazione rotazionale di picco, con una diminuzione importante dell’accelerazione rotazionale nei siti di impatto frontale e laterale.

In buona sostanza, diciamo che ci sono sostanziali ragioni per pensare di investire qualche euro in più per proteggere se stessi in modo più efficace in caso di incidente.

UNA GARANZIA IN PIÙ? INDOSSARE CORRETTAMENTE IL CASCO

Indipendentemente dal tipo di protezione interna scelta, se si vuole ottenere il massimo dal proprio casco da bici, è necessario indossarlo nel modo corretto. Molti, infatti, commettono ancora diversi errori senza nemmeno rendersene conto…

Rivediamo le basi:

Acquistate la taglia corretta misurando la circonferenza della testa prima dell’acquisto. Quindi utilizzate la rotellina posteriore per mettere a punto la vestibilità. Quando un casco si adatta bene, non dovrebbe muoversi molto quando si scuote la testa, ma non dovrebbe essere nemmeno così stretto da causare mal di testa o disagio.

La parte anteriore del casco dovrebbe poggiare appena sopra le sopracciglia. Se la fronte è scoperta, il casco è indossato troppo alto, probabilmente perché troppo piccolo. Si vedono atleti che girano con il casco che sembra appoggiato sull’apice della testa, soprattutto d’inverno quando si utilizza il sottocasco…

Quando il casco è indossato, le cinghie dovrebbero essere aderenti, anche se non troppo strette da dare fastidio. Tra la pelle e il sottogola non si dovrebbero riuscire a infilare più di due dita.

I divisori del cinturino (i cinturini a “Y” sul casco da bici) dovrebbero inoltre trovarsi appena sotto il lobo dell’orecchio.

Sulla base delle prove attuali, di cui si è già discusso, non è consigliabile indossare capi troppo ingombranti sotto il casco. Sottocaschi o cappellini devono essere il più possibile evitati o limitati in spessore per non alterare gli effetti protettivi dei materiali di rivestimento del casco, qualunque essi siano.

In caso di incidente o di un qualsiasi urto, indipendentemente dalle condizioni esterne del casco, il prodotto va sempre sostituito, perché con la sicurezza non si scherza.

La tecnologia Multi-Directional Impact Protection System, o MIPS, che riduce l’accelerazione rotazionale della testa durante l’impatto, rappresenta un plus offerto da diverse aziende produttrici di caschi.

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