Bici da corsa o bici da triathlon…?

È la domanda che forse più frequentemente circola nell’ambiente del triathlon, soprattutto (ma non solo…) tra chi ha da poco iniziato a “frequentare” la triplice e magari già ambisce a percorsi medi o lunghi.

A parte i regolamenti, che vietano l’uso della bici da triathlon in gare con scia, o “draft”, diciamo che non c’è dubbio che le crono bike abbiano dei vantaggi in termini di prestazioni, soprattutto in percorsi “flat”, prevalentemente per motivi aerodinamici e di rigidità.
Non è un caso che tutti gli atleti professionisti, e quasi tutti quelli più evoluti, gareggino ormai con una bici da crono, soprattutto nelle lunghe distanze.

Non tutti, però, siamo professionisti e per gran parte dei praticanti age group la scelta non è così scontata.

Ne ho trattato anche nel mio libro Triathlon uno sport per tutti (Elika Editrice).

Ci sono infatti molti aspetti da valutare, spesso non così conosciuti come si pensa, ed è bene che chi si accinge a fare una scelta sappia almeno a grandi linee quali sono le valutazioni che dovrà fare per decidere più serenamente per un acquisto che può impattare in modo consistente sull’economia del triatleta.

Cercheremo perciò di analizzare in modo semplice una serie di elementi che possano essere di aiuto in questa scelta, partendo dalla considerazione che io non sono un esperto di tecnica ciclistica o telaistica, né un biomeccanico, ma credo comunque di avere acquisito abbastanza esperienza personale e di coaching per potervi dare indicazioni sufficientemente qualificate in merito.

Vediamo dunque di analizzare alcuni punti che possano aiutare nella scelta…

AERODINAMICA

E’ il vantaggio principale garantito da una bici da crono.
Un vantaggio legato in parte alle geometrie e alle forme dei tubi, ma soprattutto alla posizione che il ciclista può assumere sulla bici, con un impatto frontale decisamente ridotto. La principale resistenza che l’insieme bici+ciclista deve affrontare, infatti, è proprio quella aerodinamica e, a parità di watt, una superficie frontale ridotta permette indubbiamente una maggiore velocità.

A questo c’è da aggiungere l’aspetto relativo alle turbolenze, che chiama in causa forme dei tubi e tipologia di ruote.

Non a caso, gli studi in galleria del vento dimostrano che i vantaggi di una bici da crono sono addirittura più evidenti quando c’è vento laterale.

La differenza rispetto ad una bici da corsa “tradizionale” è davvero notevole, ma si riduce se parliamo di bici aero dotate di appendici, che possiamo considerare come una via di mezzo tra le due opzioni.
Alcuni test effettuati in galleria del vento quantificano in circa 1 minuto il vantaggio di una bici da crono rispetto ad un’aero bike dotata di appendici, ovviamente a parità di ruote, su un percorso di 40 km a 40 km/h

Una cosa è certa: più sei veloce, più l’aerodinamica entra in gioco, con un aumento notevole di potenza, passando, ad esempio, da 30 a 45 km/ora, come efficacemente dimostrato da alcuni interessanti test eseguiti in galleria del vento dal canale YouTube Global Triathlon Network, di cui riporto alcuni risultati significativi nelle due seguenti tabelle.

Differenza in watt spesi a diversa velocità con diversa aerodinamica:

 30 kmh45 kmh
Bici stradale148473
Bici triathlon assetto “comodo”111359
Bici triathlon assetto “aggressivo”99323

Risparmio di watt alle due andature con bici da triathlon e due diversi assetti:

 30 kmh45 kmh
Bici stradale
Bici triathlon assetto “comodo”37114
Bici triathlon assetto “aggressivo”49150

In pratica, appare ovvio che occorrono molti più watt per spingere qualunque bici a 45 kmh rispetto ai 30 kmh, però il gap di watt spesi è nettamente diverso a seconda che si usi una bici da corsa, o una da triathlon, con ulteriore spesa tra assetto comodo e aggressivo. Il risparmio energetico poi è marcato, e aumenta all’aumentare della velocità.

Il motivo è essenzialmente riferito alla resistenza, che è proporzionale al quadrato della velocità, e quindi all’aumentare della velocità la potenza non può che aumentare in modo significativo, anche se l’aumento non è sempre lineare come ci si potrebbe aspettare.

Quali i vantaggi di ridurre la resistenza con una buona aerodinamica? 

I vantaggi possono essere di due tipi, entrambi utilissimi: puoi infatti viaggiare alla stessa velocità di una bici da corsa utilizzando però molta meno potenza, e dunque meno energia, che potrà così essere risparmiata per la corsa, oppure alla stessa potenza erogata potrai viaggiare molto più velocemente rispetto a una bici stradale. 

Ciò significa che, a seconda della scelta tattica, potrai viaggiare alla stessa velocità di una bici da corsa ma con minore sforzo, oppure potrai andare più veloce risparmiando così molto tempo per percorrere lo stesso tracciato.

Tutto facile allora? 

Non proprio, perché per ottenere un’aerodinamica ottimale rispetto a una bici stradale potrebbe essere necessario sacrificare qualcosa in termini soprattutto di comodità e comfort. Però la posizione in sella è fondamentale per garantire l’aerodinamica, qualunque siano le vostre capacità. Tale aspetto aumenta di importanza man a mano che cresce la velocità. 

Ecco, dunque, che comprare una bici da triathlon per trovarsi poi “seduti come sul bidet”, come spesso mi capita di vedere in molti atleti, senza alcun vantaggio in termini aerodinamici rispetto a una bici da corsa non ha alcun senso. Meglio tenersi la bici stradale e amen…

RIGIDITA’
Le bici da triathlon hanno un telaio estremamente rigido e le dispersioni di energia sono ridotte al minimo.
Anche in questo caso, la differenza è più marcata rispetto alle bici da corsa, mentre è meno evidente rispetto alle bici aero, che fanno della rigidità uno dei propri punti di forza. Non a caso sono le bici preferite dai velocisti.

Il telaio massiccio e le tubazioni con forme generose, che servono a migliorare la rigidità torsionale, hanno di contro il non sempre gradito effetto di aumentare il peso della bici in modo anche consistente, aspetto che si fa sentire su percorsi con tanta salita. Questo fa si che una bici da triathlon sia più adatta a percorsi “flat” rispetto a tracciati con altimetria importante, soprattutto se si è neofiti e non si ha sufficiente esperienza, adattabilità e potenza da esprimere in queste condizioni con una bici tanto diversa da una bici stradale.

STRUTTURA E DINAMICA

La geometria del telaio di una bici da triathlon differisce da quella di una bici da corsa normale. 

A causa dell’angolo del tubo sella più ripido su una bici da triathlon, la sella si trova quasi direttamente sopra il movimento centrale. Tra questo e un interasse più corto, il triatleta è posizionato molto più avanti che su una bici da corsa normale. 

Questo posizionamento coinvolge maggiormente i quadricipiti e aiuta a ridurre lo stress sui tendini, in modo che le gambe siano più fresche durante la frazione di corsa, sempre che la dinamica di corsa sia corretta, altrimenti non si guadagna nulla, anzi in qualche caso si peggiora… 

Inoltre, poiché il baricentro cambia radicalmente rispetto a una bici da corsa, curve strette e discese possono diventare piuttosto critiche se non si possiede una buona pratica.

GUIDABILITA’ E TIPO DI PERCORSO
Abbiamo detto della più difficile manovrabilità della bici da triathlon. In effetti, se è vero che con una bici da triathlon si può guadagnare in watt e/o velocità in pianura, le diverse geometrie, la grande rigidità del telaio, il peso notevole, la forma del manubrio e la posizione in sella estrema rendono la bici da crono spesso molto più difficile da guidare rispetto ad una bici da corsa.

Una salita lunga e impegnativa su una bici del genere farà rimpiangere sicuramente ai meno esperti la scelta rispetto a una bici da corsa leggera e dunque maggiormente gestibile.

Inoltre, in linea generale, una bici da crono è più nervosa e più difficile da correggere in caso di errore. Aspetti che, ovviamente, si notano poco su percorsi caratterizzati da lunghi rettilinei, mentre possono rappresentare un notevole limite su percorsi tortuosi, con curve e discese tecniche, problemi che possono acuirsi ulteriormente poi in caso di asfalto sconnesso, vento forte o pioggia. Minore è l’esperienza e l’abilità di guida del ciclista, maggiori saranno le difficoltà che si rischiano di incontrare. Magari una bici “aero” potrebbe essere una buona via di mezzo alternativa tra le crono e le bici da corsa tradizionali.

E non si creda che il problema dell’abilità in bici sia di poco conto e poco diffuso! 

Premesso che si vedono tantissimi atleti infilati nei fossi o caduti “inspiegabilmente” su tratti magari un po’ più tecnici, l’abilità media dei triatleti in bici è spesso piuttosto carente. 

Se penso a quanti atleti ancora dopo anni di gare non sanno salire o scendere al volo dalla bici, pratica che noi ciclisti ormai “vecchietti” abbiamo sperimentato in media intorno ai cinque anni di età, non mi meraviglio delle difficoltà che può incontrare un atleta su una bici da triathlon in situazioni non facili per motivi legati al percorso e/o al meteo.

Per cui, occhio a scegliere il mezzo giusto in gara non solo per apparire più “fighi” nelle foto, ma in base alla vostra concreta esperienza e soprattutto in base al tipo di percorso.

Se ad esempio dovete affrontare una gara come IRONMAN Nizza (vedi foto sotto), con un’altimetria di circa 2.500 mt, salite con tratti anche ben oltre il 10%, e discese molto tecniche e tortuose, a meno che non siate dei fulmini e non abbiate sufficiente esperienza di bici da triathlon in salita, in discesa e su percorsi misti a forte velocità, forse non sarebbe una brutta idea optare per una bici tradizionale, o al massimo un’aero bike.

Viceversa, un percorso come IRONMAN Italy (vedi foto sotto), con un’altimetria di circa 400 mt tutti ascrivibili alle due brevi ascese a Bertinoro e quasi tutto il resto in superstrada, “chiama” una bici da triathlon, perché il guadagno in termini di velocità e potenza potrebbe davvero fare la differenza.

SOSTENIBILITA’ DELLA POSIZIONE IN SELLA

Abbiamo detto dell’aerodinamica, del telaio e dell’abilità, ma non dobbiamo dimenticare un altro limite delle bici da crono, rappresentato dalla non certo confortevole posizione in sella, soprattutto se non si è fatta sufficiente abitudine.

La posizione in sella molto avanzata e il busto quasi parallelo al terreno non è certo una postura “facile”, soprattutto sulle lunghe distanze.

Nonostante oggi sia maggiormente possibile modificare efficacemente l’assetto in sella rispetto alle bici più datate, cercando di ottenere un migliore livello di comfort, non è sempre facile raggiungere un compromesso davvero efficace tra aerodinamica, efficienza e comfort. 

L’avvento dei nuovi sistemi per orientare l’altezza e l’angolazione del cockpit hanno sicuramente influito positivamente sulla possibilità di raggiungere un discreto comfort, ma nella gestione della posizione rimane fondamentale tenere conto delle potenzialità del proprio fisico e quando si opti per una bici da crono si dovrà dedicare del tempo ad allenare la flessibilità e la capacità di mantenere efficacemente la posizione in sella. 

Affidarsi a un professionista biomeccanico che abbia davvero esperienza su questo tipo di bici è un passaggio assolutamente fondamentale, anche se non sempre facile da reperire. 

Resta comunque il fatto che un conto sono le misure ritenute “ottimali” durante un bike fitting, un altro è invece la fisiologia di ciascuno che va adattata con molta cautela a una tipologia di bici non certo facile in termini di assetto posturale rapportato alla dinamica.

Terminare la frazione in bici afflitti da dolori a braccia, schiena e collo non è certo il modo migliore per iniziare la frazione di corsa…


FREQUENZA DI UTILIZZO

Le considerazioni sulla frequenza di utilizzo sono d’obbligo, perché è superfluo sottolineare che meno si usa una bici da triathlon e più emergeranno le difficoltà che abbiamo già analizzato.

Per sfruttare al massimo il potenziale offerto da una bici da crono è necessario, perciò, prendere confidenza con il mezzo, abituandosi alla diversa posizione di spinta e al diverso stile di guida.

I mesi che precedono una gara lunga dovranno perciò prevedere un allenamento costante sulla bici da gara, in modo da abituarsi al mezzo ed intervenire in tempo utile per eventuali modifiche da apportare alla posizione in sella.

L’allenamento prolungato su una bici da triathlon è infatti fondamentale sia per abituarsi a una posizione aerodinamica non sempre “facile” per schiena, collo e muscoli di spinta, sia per abituarsi a un controllo ottimale del mezzo in condizioni difficili quali discese, curve strette, asfalto sconnesso, vento…

Importante anche abituare il corpo a un diverso impegno muscolare rispetto alla bici stradale che può comportare qualche problema nella transizione bici-corsa, soprattutto per quadricipiti e flessori dell’anca, maggiormente impegnati nella posizione avanzata in sella. Al tempo stesso sarà molto utile abbinare esercizi mirati per migliorare la flessibilità, estremamente importante per garantire un maggiore feeling con la nuova posizione.

VALUTAZIONI ECONOMICHE

È difficile immaginare che la bici da crono possa rappresentare l’unica bici a disposizione di un triatleta, poiché non può essere utilizzata tutti i giorni e su qualsiasi tipo di percorso.
La bici da crono presuppone perciò la necessità di disporre anche di una bici da corsa, e quindi richiede uno sforzo economico aggiuntivo.

Il mercato dell’usato è abbastanza ricco di offerte, ma attenzione a scegliere comunque una bici di qualità e della misura che meglio possa adattarsi alle vostre esigenze, tenendo in considerazione che se già è difficile scegliere una bici stradale usata, qui potreste trovarvi a dovere intervenire pesantemente con modifiche successive all’acquisto che vi costerebbero a volte molto care. 

Magari in molte situazioni potrebbe essere una buona idea optare per un’unica bici aero, che sta un po’ a cavallo tra le due opzioni e in molte gare, soprattutto per un neofita, può rappresentare già un’opzione di qualità e performance.

La scelta, ovviamente, dipende dalle disponibilità (e dalle volontà) di spesa di ogni soggetto, ma appare chiaro che l’acquisto di una bici da triathlon è più sensato per chi la utilizza davvero con regolarità, per diverse gare l’anno, piuttosto che per un evento one shot.

ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI

Tentiamo allora qualche considerazione spicciola, utile soprattutto per chi non può certo definirsi un “fulmine” in bici:

  • Una bici da triathlon costa, e sicuramente non può essere la sola bici a disposizione. Se non avete intenzione di usarla a lungo, pensateci bene prima di acquistarla e…occhio all’usato da scegliere con grande attenzione!
  • Il tipo di percorso determina la scelta della bici, soprattutto se non si è dei fenomeni sui pedali, perché struttura, peso e dinamica comportano vantaggi e svantaggi non indifferenti.
  • Pedalare su una bici da triathlon non è sempre facile, e qualche volta pericoloso, se non si acquisisce un’ottima padronanza del mezzo, sia per i tempi di risposta agli ostacoli molto dilatati rispetto a una bici stradale, sia per la posizione sulle appendici che può diventare non facile da controllare in caso di asfalti accidentati, forte vento (soprattutto laterale e/o in caso di cerchi a profilo alto) o strade trafficate. 
  • Optare per una bici da triathlon significa anche abituarsi a un diverso lavoro muscolare, in particolare per i quadricipiti e i flessori dell’anca. Per questo è necessario utilizzarla molto e abituarsi a correre dopo la bici per valutare bene l’impatto sulla dinamica di corsa.
  • In modo molto semplificativo, diciamo che più si è in grado di sviluppare watt più si è in grado di sfruttare davvero le potenzialità di una bici da triathlon, e dunque se siete dei tapascioni rimarrete tapascioni anche su una bici da triathlon, avendo speso soldi inutilmente, dovendo invece subire tutti gli aspetti negativi del mezzo senza guadagnare nulla in termini di efficienza e performance, ma se siete delle frecce diventerete dei razzi, sempre che il percorso ve lo consenta…